Regolamento e sanzioni 2022

Prima di entrare nel merito delle sanzioni definitive delle carriere di quest’anno, è
necessario ricordare gli importanti cambiamenti regolamentari del 2019, che
hanno visto adesso la loro applicazione, visto che nel 2020 e 2021 non è stato
corso il Palio.
Riassumendo in modo chiaro e comprensibile tutti i passaggi, che, rispetto al
passato, allungano un po’ i tempi ma offrono maggiori garanzie di tutela per
Contrade e fantini, possiamo suddividere l’iter in 6 fasi.
Fase uno, “l’inchiesta”: in un primo momento i Deputati della Festa, entro cinque
giorni dall’effettuazione della carriera, elaborano la loro relazione scritta, in cui si
riportano tutti gli avvenimenti degni di rilievo ai fini sanzionatori. A questa relazione
dei Deputati viene allegato un fascicolo (che fa parte integrante della relazione)
contenente i rapporti del Mossiere, degli Ispettori di pista, eventuali colloqui
chiarificatori su fatti specifici con fantini, Contrade, Mossiere e “su sollecitazione
del Sindaco” anche con il Comandandante della Polizia Municipale, ed inoltre, tutti
quei documenti (non anonimi) acquisiti ed utili per la ricostruzione dei fatti. Sulla
definizione di “documenti” si deve intendere materiale fotografico, video, articoli di
giornale e di altro tipo, come quello fornito dalle Contrade, purchè, ripetiamo, sia
certa l’origine dell’autore. E’ questa una fase paragonabile a quella di una indagine
di un Magistrato: raccolta di materale utile per istruire il processo. Tutto il “faldone”
(relazione Deputati e documenti) deve essere consegnato all’Assessore Delegato
entro sette giorni dal Palio.
Fase due, gli “addebiti”: l’Assessore delegato (paragonabile alla figura di un
Pubblico Ministero), sulla base della relazione dei Deputati della Festa (relazione
e documenti) formula gli addebiti alle Contrade ed ai fantini, fornendo l’adeguata
documentazione sugli specifici fatti contestati.
Fase tre, “la difesa”: Contrade e fantini hanno sette giorni di tempo per rispondere
e difendersi dalle accuse mosse dall’Assessore delegato.
Fase quattro, “proposte di sanzioni”: sulla base delle tesi difensive, l’Assessore
Delegato decide se assolvere o proporre sanzioni.
Fase cinque “replica della difesa”: Entro dieci giorni le Contrade ed i fantini
espongono le proprie tesi con prove e documenti che devono essere di natura
esclusivamente difensiva.
Fase sei, “il verdetto finale”: la Giunta Comunale (paragonabile alla Giuria di un
processo) senza la partecipazione dell’Assessore Delegato, promulga le sanzioni
o le eventuali assoluzioni. La decisione deve essere adottata entro il 30
novembre.
Un elemento che è stato sempre al centro del dibattito (anche questa volta, nel
caso degli addebiti a Tittia) è rappresentato dall’opportunità o meno delle Contrade
non coinvolte, a presentare esposti su fatti specifici. Tutto ciò, è bene specificarlo,
è ampiamente ammesso ed i Deputati della Festa hanno l’obbligo di allegarli al
proprio “faldone” della relazione finale, purchè gli esposti siano basati su una
documentazione non anonima ma di cui la fonte sia certa. Ben diverso è il caso
della documentazione prodotta dalle Contrade e dai fantini che sono chiamati in
causa. In questa fase le discolpe devono essere solo di natura difensiva.
Per quanto riguarda le sanzioni per il Palio di luglio la Giunta Comunale, riunita il
29 novembre, ha messo i seguenti povvedimenti definitivi: Giovanni Atzeni detto
Tittia una diffida (sanzione riservata ai fantini e introdotta con il nuovo

Regolamento che ha un valore più lieve dell’ammozione), Giosué Carboni detto
Carburo una ammonizione, Mattia Chiavassa (fantino delle batterie) una
ammonizione, Francesco Mula detto Shardana una ammonizione, Carlo Sanna
detto Brigante una ammonizione, Giuseppe Zedde detto Gingillo una
ammonizione. Per la Contrada Priora della Civetta, le pene più pesanti: una
censura, due Palii di squalifica e una deplorazione mentre per il Barbaresco della
Civetta 5 anni di squalifica (sanzione ridotta rispetto ai 10 anni proposti dall’A.D.).
Infine: il signor M.M. (allenatore e accompagnatore di cavalli) un anno di
squalifica.
Per il Palio di agosto: per Federico Arri detto Ares una ammonizione, per Stefano
Piras detto Sgangeo una ammonizione.
Andando ad analizzare il corposo fascicolo sanzionatorio, in cui – come nelle
precedenti carriere del 2018 e 2019 della Giunta De Mossi – le motivazioni sono
analizzate con particolare dettaglio e precisione, le sanzioni che hanno fatto più
discutere il mondo contradaiolo sono state la diffida del Tittia, ritenuta da molti una
mezza assoluzione e i pesanti provvedimenti a carico della Civetta.
Per il Tittia la “battaglia legale” tra addebiti, esposto della Torre e memoria
difensiva del fantino, è stata caratterizzata da una originale valutazione fotografica
e video sul famoso ostacolo della mano sul muso del cavallo e per aver proteso il
braccio sul fantino della Torre nelle ultimissime fasi della corsa. Tittia si difende
innanzitutto col precisare che l’esposto della Torre non deve essere ammissibile in
quanto il comma 7 dell’articolo 98 impedisce alle Contrade di presentare esposti
contro terzi. In realtà il comma citato si riferisce alla documentazione difensiva
delle Contrade oggetto di addebiti, come abbiamo già spiegato. Sono due fasi
completamente diverse: una riguarda i documenti che i Deputati della Festa
debbono raccogliere (e quindi anchegli esposti) e una successiva che riguarda le
memorie difensive.
Detto questo, l’Assessore Delegato Fazzi ha analizzato i “frame” video prodotti dal
Tittia ed il materiale fotografico dell’esposto della Torre giungendo alla conclusione
che la sensazione dell’effettivo contatto tra la mano sul muso del cavallo ed il
braccio sul petto del fantino della Torre è derivante dall’effetto schiacciamento del
teleobiettivo, mentre dai “frame” video si nota in modo evidente come la “luce” non
copra mai il giubbetto di Scompiglio. E’ senz’altro una novità assoluta questa
analisi “moviola” della corsa e non deve essere stato facile giungere a conclusioni
così nette. Inoltre, è interessante notare come, nella propria relazione l’Assessore
Delegato, rimbrotti giustamente l’operato dei Deputati della Festa in merito a
questo caso. Nella loro relazione infatti i Deputati danno per scontato il contatto
mentre il compito a loro assegnato, è quello di segnalare i fatti e non giudicarli:
“Avrebbero dovuto – aggiunge Fazzi – convocare Tittia ed ascoltarlo ma agli atti
non risulta che tale evento si sia verificato”. Una mancanza simile si verificò nel
2017 quando Brio fu totalmente graziato dopo la sua “rincorsa” al Tittia al Casato
con il nerbo. Nessuna segnalazione fu redatta da parte dei Deputati e degli
Ispettori: se non bastavano le foto ed i filmati si poteva convocare i fantini così
come prevede il regolamento.
Tittia, alla fine prende una diffida per il fatto che tale gesto poteva provocare
turbamento all’ordine pubblico. E’ facile infatti immaginare le conseguenze, se tale
atto fosse stato portato a termine in maniera eclatante.

Per la Civetta, al contrario si è trattato di una vera e propra stangata. Sulla
squalifica di un Palio per aver rifiutato di effettuare le consuete sbandierate
durante il Corteo Storico, la Civetta non ha prodotto nessuna tesi difensiva,
pertanto, che si ritenga adeguata o meno la squalifica (c’erano anche precedenti
specifici), quest’ultima è stata inevitabile (art.81). Anche sull’altra squalifica (non
aver consentito i propri contradaioli insieme ai Dirigenti ed ex Dirigenti il puntuale
inizio sgombro della pista) è indubbio che ciò sia avvenuto. Ai fini della squalifica
la discussione tra la Civetta ed il l’Ammnistrazione comunale per la presenza del
barbero nell’entrone in occasione della provaccia è ininfluente, anche se
meriterebbe un’analisi a parte. In questo caso però non possiamo non
disapprovare l’atteggiamento del Sindaco, tenuto quasi in segno di sfida di fronte
ai contradaioli della Civetta disperati, per il ritiro di Vankook. Per non esasperare
gli animi sicuramente, sarebbe stato più opportuno non essere presente.

Giovanni Gigli